Ci sono storie che si impastano con la memoria, come il pane con l’acqua, la farina e il sale.
Il mio racconto, pubblicato nel Libro CLM 2025 – Lingua Madre, nasce da una doppia migrazione: quella del mio bisnonno Gennaro Valeriano, partito dall’Italia per cercare fortuna in Brasile, e la mia, sulla rotta inversa, dal Brasile verso l’Italia.
Due viaggi lontani nel tempo, ma uniti dallo stesso desiderio: trovare un luogo dove ci siano pane e promessa di vita.
Il pane, in questa storia, diventa bussola e simbolo di sopravvivenza.
Scrivere questo racconto è stato come immergere le mani nell’impasto delle mie radici, con le ascendenze nera e indigena visibili sulla mia pelle, ma falciate dal colonialismo e con il ricordo del bisnonno che attraversò l’Oceano con la fede in un futuro incerto.
Oggi, vederlo stampato tra le pagine del CLM 2025 è come sentire il profumo del pane appena sfornato: è riconoscere, in ogni briciola di quel pane delizioso, un frammento d’identità.
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