Dopo il mio tanto fare delle ultime settimane, ci stava proprio uscire dal mio microcosmo e andare a praticare lo Slow Life Style.
Cosi io e Hande, una brasiliana e una turca, abbiamo impastato e spiegato pane e pasta madre ad un pubblico attento e partecipe.
Per me, che sono una cuoca e non un panettiere, spiegare panificazione è anche sentirmi un tantino impostora, so già che non mi ricorderò tutto quello che mi piacerebbe dire, perciò cerco più di mostrare come si manipola un impasto, piuttosto che fare avere alle persone ricette standard per panificare.
Preferisco riuscire ad svegliare nella gente la voglia di mettere le mani in pasta piuttosto che dargli una strada da percorrere fatta di ricette o formule “infallibili”. Di formule in giro ce ne sono già tante e panificare con pasta madre è un percorso che somiglia ad un pellegrinaggio, anche se lo facciamo in tanti, ognuno ne trae le proprie conclusioni e vantaggi più per merito proprio, che per merito di chi indica un percorso.
Cerco di mostrare il fascino che c’è nell'assemblare gli ingredienti: acqua, farina, lievito, sale, olio… Cose che prese singolarmente sono piene di potenzialità, ma che assemblando, manipolando e cuocendo facciamo diventare pane.
Cerco di far comprendere che preparare il proprio pane (soprattutto con lievito madre) è una sorta di percorso evolutivo che comprende il prenderci cura di noi stessi (e dei nostri cari) attraverso la preparazione di un buon cibo...
Nel frattempo ci erano arrivate voci che in giro c’era Carlo Petrini, ma sembrava quasi uno scherzo al quale noi gente Slow (stavo davvero incominciando a sentirmi molto slow!) non da peso
L’antico forno a legna era più Slow di noi, sordo ai nostri comandi di fuoco e calore, ma se come Slow è meglio, non ci siamo preoccupati più di tanto. Siamo riuscite a mostrare quello che serviva per contagiare gli altri col nostro entusiasmo panificatore, abbiamo servito pane e focaccia con fiori di sambuco... Ancora non sapevamo che più tardi, quando i nostri pensieri sarebbero già altrove, un prode uomo avrebbe estratto dal dimenticatoio forno tre pagnottine che avremmo mangiato di gusto al calar del sole.
Dopo aver finito, io e Hande , assieme ad Andrea Balducci, con
andamento lento e piacevole ci siamo diretti alla piazzetta sotto la torre per un cocktail alla fragola e merenda con fiori commestibili, ma tutto questo ci avrebbe aspettato ancora un po’ perché a scendere la stradina... c’era veramente il Petrini con il fiduciario di condotta Simone Ravaioli!!! Allora siamo tornate indietro con loro a chiacchierare del più e del meno.
La serata l'ho finita al Postrivoro, ma ormai sono Slow e questo discorso lo farò in un prossimo post.
Nel frattempo potete gustarvi un'altro racconto di quel pomeriggio sul bellissimo blog di Silvia Lanconelli.
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