Il Salone del Gusto a Torino è uno di quegli eventi che ogni anno vorrei andare, ma ogni anno puntualmente una valanga di lavoro mi trattiene al ristorante. Quest’anno poi, c’era anche Terra Madre che avviene ogni due anni. Appena ho saputo che ci sarebbe stata Neide Rigo e Roberta Sudbrack ho prenotato biglietti e albergo tanto per essere sicura.
Ci sono stata li tre giorni, eppure non mi riesce molto bene descrivere quel che ho visto e vissuto, perché Terra Madre + Salone del Gusto è troppa informazione tutta insieme. Somiglia un po’ alla sensazione di quando ho visto Il Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina, dopo aver attraversato tutto il museo Vaticano per arrivare fin li, ero cosi sfinita, che i miei occhi stanchi e le mie gambe provate, non me l’anno fatto apprezzare al meglio. Comunque vista la folta programmazione, mi sono prenotata soltanto un paio di conferenze per essere libera di girare a zonzo, senza stress.
Sono passata dalla Piazza della Pizza alcune volta a salutare i ragazzi dell’Università della Pizza, riuscendo anche a gustarmi il lab di Emiliano Aureli. Passata dallo stand del Molino Quaglia per salutare Sarah Scaparone, dallo stand di Slow Food di Forlì e mi sono dedicata a sentire sui grani antichi, glutine e tutto quello che riguardava il Brasile.
Sono andata ad una conferenza interessantissima in cui un agricoltore canadese di grano bio, un pugliese coltivatore di Senatore Cappelli, un indio che produce mandioca e un contadino brasiliano avevano più cose in comune di quanto si potrebbe pensare,
quello che non me l’aspettavo era di finire per fare da traduttrice al brasiliano a cui avevano assegnato una che parlava solo lo spagnolo. Nell’ultima ora del mio terzo giorno li, sono stata “trascinata” da Riccardo Astolfi per parlare di grani antichi come racconta Laura Giorgi qui.
Un riassuntino visivo è in questo video, ma quello che ho visto e vissuto è inenarrabile.
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