In silenzio sono entrata nel Museo
Degli Innocenti a Firenze.
Guardavo le
mura attorno a me, cercando tracce dei 500 mila bambini da li
passati, nei suoi 600 anni di storia. Erano chiamati “gitatelli” perché gettati alle cure altrui.
Il percorso
interattivo del museo è pregno di storie di donne.
Donne erano
la maggior parte dei "gitatelli", eppure i neonati, opera di Andrea della
Robbia, che
adornano la facciata sono maschietti.
Donne
avevano portato in grembo, partorito e poi sceso i gradini di cemento con le braccia vuote, dopo
aver adagiato i propri figli oltre le inferriate.
Nel trecento
a Firenze, madri sole e senza soldi, abbandonavano i figli nella loggia del
Bigallo in piazza San Giovanni, nella speranza che la compagnia della
misericordia li salvasse. La compagnia della Misericordia era un’associazione
nata a Firenze nel 1244, dall’inquisitore domenicano Fra Pietro di Verona, per
combattere l’eresia dei Patarini, movimento milanese contro la corruzione della Chiesa. La misericordia si occupava anche di bambini abbandonati e orfani.
Alla fine del trecento, freschi del ricordo della peste e temendo la dannazione eterna,
molti ricchi donavano in punto di morte, per opere di bene. Queste beneficenze
impulsionarono molte delle opere architettoniche della città.
Nel 1419
iniziò la storia di questo edificio, col lascito di 1000 Fiorini del mercante
pratese Francesco Datini. Costruzione e gestione era a carico dell’arte della seta, che commissionò a Filippo Brunelleschi l'opera in Piazza
Santa Maria Annunziata, luogo vitale per la città.
Sotto la
guida del Brunelleschi, nacque una delle prime architetture rinascimentali del
mondo. Si prolungarono per trent'anni, i lavori del primo ospedale che non
accoglieva infermi, ma nacque e rimase nel tempo, una struttura per
accogliere bambini abbandonati. Il primo d’Europa.
Spesso di notte, le donne salivano le
scale con i bambini in braccio. Lo adagiavano nella pila a forma di mangiatoia,
fra le statue di Maria e Giuseppe. Suonavano la campanella, dopo aver lasciato
con i bimbi, piccoli oggetti, messaggi scritti, Segnali nelle fasce dei
neonati, che potessero ricostruire il giorno del loro arrivo. Un classico erano
le medagliette spezzate a metà, con la speranza che attraverso l’altra metà
rimasta ai genitori, avrebbero riconosciuto il proprio figlio, qualora fossero
stati in grado di riprenderlo.
Quando nelle
fasce si trovavano chicchi di sale, era segnale che il bimbo non era stato
battezzato.
Nell'ospedale
i neonati venivano dati in cura a una balia. Quando crescevano senza che
fossero ripresi dai parenti o adottati, alcuni erano portati in campagna
da qualche famiglia di contadini a cui servivano braccia per l’agricoltura.
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| Domenico di Michelino Madonna degli Innocenti |
Nei primi
anni del rinascimento, con lo svilupparsi del pensiero umanista. Si pone sempre
più l’attenzione nei confronti dei fanciulli e del loro inserimento in ambito
sociale.
In poco
tempo l’ospedale diventò centro di esemplare accoglienza, cambiando e
condizionando il sistema, che a sua volta ha influenzato la funzione sociale e
architettonica dell’ospedale.
| I Della Robbia originali da ammirare da vicino |
Grandi
artisti hanno fatto bello il luogo dell’accoglienza ai fanciulli con opere
d'arte d'inestimabile valore. Cosi si è creato il patrimonio artistico e
storico dell’ospedale. L'arte della seta lo gestì fino al 1770, quando tutte le arti del Granducato furono sospese da Pietro Leopoldo che attribuì le loro funzioni alle
Camere del Commercio. Il silenzio diventato sempre più grandi nella mia anima, è stato riempito da una voce femminile. Da un schermo, una signora raccontava ai visitatori la propria storia di ex fanciulla cresciuta agli Innocenti.
Camere del Commercio. Il silenzio diventato sempre più grandi nella mia anima, è stato riempito da una voce femminile. Da un schermo, una signora raccontava ai visitatori la propria storia di ex fanciulla cresciuta agli Innocenti.
Ho pianto e continuato a versare lacrime durante tutti i video di testimonianze.
Quando in un angolo delle scale ho sentito risuonava un registro originale delle voci dei bambini che ridevano e giocavano nei tempi che furono in quelli stessi corridoi, allora ho sorriso anche io.


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