Noi non siamo un'isola. Abbiamo bisogno degli altri
per essere noi stessi, perché nessuno è felice da solo.
Meglio ridere assieme, giocare assieme, fare l'amore
assieme.
Abbracciare e essere abbracciati è una delle cose
più belle della vita. Nell'abbraccio sai di non essere solo.
So che da sola sono meno. Connettermi con gli
altri per me è fondamentale. Quanto più mi connetto con gli altri, più umana mi
torno.
Comunicare attraverso il cibo è per me gioia, oltre
che lavoro.
Sono molto grata a ogni persona che mi permette di
esprimermi attraverso quello che so fare attraverso: il pane.
Sono quella che sono grazie alle altre persone.
Insegno e imparo. Interagendo scopro la loro umanità e mi scopro.
Sono quella che sono grazie a te, che mi hai permesso
di spiegarti una ricetta, sia direttamente che virtualmente.
Senza di voi sono solo una tizia che impasta e parla
da sola. Parlo spesso da sola e mi piace pure. Logico! Sono sempre d'accordo
con me stessa.
Sono gratta a te che hai macinato chilometri per
mangiare da me, permettendomi di comunicarti quella che sono attraverso il cibo.
Il mio benessere è profondamente collegato a quello
degli altri e incontrare realtà che la pensino come me è un vero colpo di
fulmine, cosa che mi è successo due giorni fa. Mi sono innamorata di un luogo.
Varcando il cancello rosso della Fondazione Il Faro l'impressione
che ho avuto è che quella struttura abbia i mattoni incolati con l'ubuntu.
Una spiegazione semplice per ubuntu è: "io sono
ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo".
Ubuntu è il sentimento che sto cercando di spiegarvi
dall'inizio di questo post. Quello che ci spinge a
sostenerci. Quello che muove le persone ad aiutarsi reciprocamente, prendendo
coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri. Ubuntu (parola sud africana) è
amore per l'umanità intera, amore dal quale nasce un desiderio di pace che ti
pulisce l'anima, dandoti la spinta per salire. Ti fa attraversare anche le
correnti avverse, non solo per il tuo bene, ma anche per gli altri.
Dentro Il Faro, che è un centro internazionale di
orientamento e formazione, mi sono sentita avvolta da una energia positiva che
si sente soltanto quando siamo avvolti nell'abbraccio di rare persone.
In quel luogo molti giovani imparano un mestiere e
escono da li con qualcosa che non gli toglierà mai nessuno: Saper fare
qualcosa, il che accresce l'auto estima.
Le cose che ci portano felicità ci passano velocemente
davanti agli occhi, mentre la caoticità del mondo ci urla alle orecchie troppe
cose tutte assieme.
Tenere il focus sulle cose, persone e situazioni che
ci fanno sentirci abbracciati, ci rende più capaci di dare il meglio di noi
agli altri. Capaci di amare e esprime questo in ogni cosa che facciamo.
Ubuntu è quello che muove le persone capaci di creare
luoghi di apprendimento e cura del prossimo, in cui si tieni conto che nessun abbraccio è
vano, nessun atto di generosità è inutile.
Ubuntu è quello che in qui voglio essere immersa
ogni giorno della mia vita. La base di ogni mia lezione, perché essere utile
agli altri è l'unico modo in cui so essere felice.
Spero che molte persone vogliano condividere con me
la conoscenza sul pane, perché ogni volta imparo anche io. Ogni volta è come un
abbraccio. Un scambio di energie.
Se sarà nel mio karma potrà accadere belle per me a Il
faro, perché condividere una lezione dentro a quella sede credo sia una cosa molto bella. Indipendente da questo fatto mi piacerebbe che ogni ragazzo o ragazza
che vogliano imparare un mestiere sappiano che esiste Il Faro che il mezzo al
caos che è vivere porta luce nei diversi corsi di formazione professionale che
offre.

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